SENTENZA CONSIGLIO DI STATO – UNASCA vs ACI

Pubblicato il 21/02/2017
N. 00766/2017REG.PROV.COLL.

N. 04403/2016 REG.RIC.

N. 04404/2016 REG.RIC.

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 4403 del 2016, proposto da:
Automobile Club d’Italia – ACI, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Francesco Guarino, Aristide Police, Aureliana Pera, con domicilio eletto presso l’avvocato Aristide Police in Roma, via di Villa Sacchetti, 11;

contro

Sermetra società consortile per azioni e Agenzia Ardeatina Roma 70 s.r.l., in persona del legale rappresentante, rappresentate e difese dagli avvocati Giorgio Tarabini, Andreina Degli Esposti, Riccardo Esposito, con domicilio eletto presso l’avvocato Andreina Degli Esposti in Roma, via G. Caccini,1;

sul ricorso numero di registro generale 4404 del 2016, proposto da:
Automobile Club d’Italia – ACI, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Aureliana Pera, Aristide Police, Francesco Guarino, con domicilio eletto presso l’avvocato Aristide Police in Roma, via di Villa Sacchetti, 11;

contro

Unasca – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica, in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli avvocati Nico Moravia, Marco Giustiniani, Maurizio Camillo Borra, con domicilio eletto presso l’avvocato Marco Giustiniani in Roma, via Bocca di Leone, 78;
Agenzia Roveredo di Marta Latin, in persona del legale rappresentante,
Agenzia Marino Signorelli di Antonio Iannone, Agenzia Colaiacovo di Guerino Colaiacovo, Agenzia Mercurio di Paola Funari Paternesi & C. s.a.s., in persona del legale rappresentante, Consulenza Automobilistica Alessandra di Michele Pettenuzzo, Agenzia Zappatini di Ivonne Guarnerio, in persona dei legali rappresentanti, rappresentati e difesi dagli avvocati Filippo Boccioletti, Alessio Totaro, Nicola Adragna, Milena Pescerelli, con domicilio eletto presso l’avvocato Nicola Adragna in Roma, Lungotevere dei Mellini, 44;
Autopratiche San Marco di Secondo Agnoletti non costituita in giudizio;
quanto al ricorso n. 4403 del 2016:

per la riforma

della sentenza del T.A.R. Lazio, Roma, Sez. III-quater n. 5872/2016, resa tra le parti, concernente la circolare Aci avente ad oggetto istruzioni di servizio operative nell’ambito del piano strategico c.d. “semplific@uto” – certificato di proprietà digitale;

quanto al ricorso n. 4404 del 2016:

per la riforma

della sentenza del T.A.R. Lazio, Roma, Sez. III-quater n. 5861/2016, resa tra le parti, concernente circolare Aci avente ad oggetto le istruzioni di servizio operative nell’ambito del piano strategico c.d. “semplific@uto” – certificato di proprietà digitale;
Visti i ricorsi in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio della Società Consortile per azioni Sermetra e dell’Agenzia Ardeatina Roma 70 s.r.l., della Unasca – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica e delle Agenzie Roveredo di Marta Latin, Marino Signorelli di Antonio Iannone, Consulenza Automobilistica Alessandra di Michele Pettenuzzo, Colaiacovo di Guerino Colaiacovo, Zappatini di Ivonne Guarnerio e di Agenzia Mercurio di Paola Funari Paternesi & C. s.a.s.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 9 febbraio 2017 il Cons. Raffaele Prosperi e uditi per le parti gli avvocati Aristide Police, Giorgio Tarabini. Maurizio Camillo Borra e, su delega dell’avv. Nico Moravia, Antonio Pazzaglia;
VISTE le sentenze n. 5861 e n. 5872 rispettivamente del 17 e del 18 maggio 2016, con le quali il Tribunale amministrativo del Lazio accoglieva i ricorsi proposti da due associazioni di agenzie per pratiche auto e da alcune analoghe agenzie avverso la circolare dell’Automobile Club d’Italia (ACI) n. 005/0007641/15 del 28 settembre 2015 con cui erano state dettate “Istruzioni di servizio – Progetto Semplific@uto – Introduzione dal 5 ottobre 2015 del certificato di proprietà digitale CDPD – Nuove istruzioni di servizio” ed evidenziava che al punto Introduzione del certificato di proprietà digitale le procedure non avrebbero più restituito all’operatore PRSA e STA il [file in formato] pdf del certificato di proprietà, ma il [file in formato] pdf di una ricevuta da stampare su carta bianca recante le informazioni di base della formalità stessa e tutti i codici di accesso per la visualizzazione della ricevuta, che in buona sostanza il [file in formato] pdf del CDPD era valido solo per la consultazione e non andava stampato e consegnato alla parte e ciò soprattutto perché la stampa avrebbe vanificato la digitalizzazione del documento e non avrebbe stimolato la consultazione on line dei certificati, disposizione a parere del giudice incongruente sia con le disposizioni del Testo unico sulla documentazione amministrativa di cui al d.P.R. n. 445 del 2000, sia con le disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale cui al d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82: tali testi normativi al contrario non consentivano la sostituzione di un certificato con una “attestazione di presentazione di formalità”, che qualora esibita, avrebbe dimostrato esclusivamente che il veicolo era stato iscritto al PRA [Pubblico registro automobilistico] e che esisteva il certificato che ne attestava la proprietà, potendoli leggere soltanto con decodificazione e che l’art. 43 del Codice dell’amministrazione digitale stabiliva invece che i documenti informatici potessero essere archiviati anche con modalità cartacee;

CONSIDERATO che la prova della proprietà del veicolo appare risiedere in una vera e propria certificazione, tratta da elementi obiettivi, quali registri o documenti cui l’ordinamento giuridico riconosce una particolare capacità probatoria, facendo fede fino a querela di falso della provenienza del documento da parte del pubblico ufficiale che l’ha redatto; mentre l’attestazione rappresenta solamente una dichiarazione di scienza originaria, in quanto riferita a fatti o atti direttamente percepiti o compiuti da chi la rilascia: sicché l’attestazione di avvenuta presentazione di formalità nel caso presso il Pubblico registro automobilistico non sembra raggiungere la dimostrazione della proprietà del veicolo, come contesta parte ricorrente;

VISTI gli appelli in Consiglio di Stato proposti dall’Automobile Club d’Italia avverso le sentenze in questione, che assumono in generale che il Codice dell’amministrazione digitale stabilisce la formazione degli originali di documenti mediante mezzi informatici e la loro validità quando ripetuti su supporti informatici sempre che ne sia garantita la conformità all’originale, con l’imposizione ai pubblici uffici di un generale dovere di addivenire progressivamente all’ammodernamento delle strutture gestionali che non pare direttamente conciliarsi con la conservazione delle modalità cartacee;

RILEVATO che inoltre viene contestata il serio difetto di integrità del contraddittorio di primo grado, dove il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, parte necessaria del giudizio ma in concreto non intimata né partecipante, per quanto richiesto di relazione istruttoria senza prendere in considerazione il naturale suo interesse al rapporto sostanziale cui la vicenda in controversia fa capo, come vigilante dell’ACI e comunque responsabile per l’attuazione della delega legislativa in materia;

RITENUTO che gli appelli vadano riuniti per essere decisi con un’unica sentenza, visto che la questione affrontata è la medesima;

ATTESO che il secondo motivo appare fondato, laddove l’appellante si duole della mancata evocazione in giudizio del Ministero delle infrastrutture dei trasporti quale parte necessaria del giudizio;

RILEVATO che il r.d.l. 15 marzo 1927, n. 436 (Disciplina dei contratti di compravendita degli autoveicoli ed istituzione del Pubblico Registro Automobilistico presso le sedi dell’Automobile club d’Italia), all’art. 11 istituì in ogni sede provinciale dell’A.C.I. un Pubblico Registro Automobilistico, dove va iscritto ogni autoveicolo che abbia ottenuto nella provincia la licenza di circolazione, rilasciata dall’allora Direzione Generale della M.C.T.C., (oggi Dipartimento per i trasporti terrestri, a norma dell’art. 17, comma 1, lett. n), d.lgs. 15 gennaio 2002, n. 9, e inserito nel Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) e che lo stesso ACI, sempre in virtù del r.d.l. 15 marzo 192,7 n. 436 è stato costituito in ente pubblico, ponendo così in essere una palese concessione ex lege;

RILEVATO che tale assetto è stato confermato dal d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 – codice della strada – il quale all’art. 93, comma 12, ha stabilito: «Al fine di realizzare la massima semplificazione procedurale e di assicurare soddisfacenti rapporti con il cittadino, in aderenza agli obiettivi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, gli adempimenti amministrativi previsti dal presente articolo e dall’art. 94 devono essere gestiti dagli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri (476) e del Pubblico Registro Automobilistico gestito dall’A.C.I. a mezzo di sistemi informatici compatibili. La determinazione delle modalità di interscambio dei dati, riguardanti il veicolo e ad esso connessi, tra gli uffici suindicati e tra essi e il cittadino è disciplinata dal regolamento».

CONSIDERATO che il vigente, d.P.R. 19 settembre 2000, n. 358 (Regolamento recante norme per la semplificazione del procedimento relativo all’immatricolazione, ai passaggi di proprieta’ e alla reimmatricolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi) ha introdotto lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), in cooperazione tra ACI e Ministero dei Trasporti per consentire all’interessato di ottenere entrambi i documenti relativi agli autoveicoli, cioè certificato di proprietà e aggiornamento della carta di circolazione, richiedendoli esclusivamente presso uno sportello STA sia presso l’ACI, sia presso gli Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile (MCTC, ora Dipartimento per i trasporti terrestri), sia presso gli studi di consulenza automobilistica, evitando al cittadino inutili duplicazione in differenti uffici e che tale sportello (STA) può essere attivato:

a) presso gli uffici provinciali della motorizzazione;

b) presso gli uffici provinciali dell’A.C.I. che gestiscono il P.R.A.;

c) presso le delegazioni dell’A.C.I. e presso le imprese di consulenza automobilistica;

il tutto con unico collegamento con il centro ministeriale di elaborazione dati o con il sistema informativo dell’A.C.I. per lo svolgimento contestuale di tutte le operazioni di cui agli articoli 4 e 7;

RITENUTO che tale sistema, come vigente, si basa sulla persistenza di una competenza da concessione all’ACI e nella sostanza condivisa con il ministeriale Dipartimento per i trasporti terrestri, il Pubblico registro automobilistico essendo un mero ufficio statale gestito dall’Aci (es. Cass., I, 4 maggio 1994, n. 4322; 13 aprile 2001, n. 5531; 11 giugno 2003, n. 9352).

CONSIDERATO che il Ministero, quale concedente seppur ex lege dell’ufficio e perciò titolare eminente della competenza amministrativa e quale interessato alla inerente nuova regolazione di cui si controverte, titolare dunque di un proprio interesse qui coinvolto, era parte necessaria della controversia e non poteva, a pena dell’integrità del contraddittorio, rimanerne estraneo malgrado si trattasse di una radicale innovazione di un compito che lo toccava direttamente; e che perciò andava evocato in giudizio già in primo grado.

Considerato che un tale difetto del contraddittorio nel giudizio di primo grado appare capitale, sicché ne deriva l’irrimediabile nullità delle sentenze impugnate e la necessaria rimessione al giudice di primo grado per l’integrazione del contraddittorio;

Considerato che le spese possono essere compensate per entrambi i gradi di giudizio;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sugli appelli, come in epigrafe proposti, li riunisce, dichiara la nullità delle sentenze e rimette la causa al primo giudice.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 9 febbraio 2017 con l’intervento dei magistrati:

Giuseppe Severini, Presidente

Claudio Contessa, Consigliere

Raffaele Prosperi, Consigliere, Estensore

Alessandro Maggio, Consigliere

Valerio Perotti, Consigliere

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Raffaele Prosperi Giuseppe Severini

IL SEGRETARIO

SEMPLIFICAUTO

Nella confusione del momento che stiamo vivendo tra i due “proprietari” degli archivi dei veicoli, chi sta pagandone le conseguenze siamo sicuramente noi.
Vorremmo condividere con Voi un pensiero.
Se prossimamente la parte ACI dovesse dare seguito a semplificauto in cui si parla di poter acquisite le firme fuori dalle nostre sedi, cosa succederebbe? Riusciremo a tenere testa ad un mercato che userà questa innovazione?
A valle di questa ipotesi ci domandiamo con quali regole l’Ente proporrà questa innovazione. Non sarebbe il caso di aprire un dialogo sulle regole? Se aprissero in forma libera è probabile che ci troveremmo con due grandi problemi:
• come si comporteranno le grandi concentrazioni di pratiche?
• nascerà lo Studio di Consulenze in camper?
Ritenete che sia il caso di affrontare il problema con ACI ed entrare nel merito di questa innovazione, al fine di tentare di indirizzare il processo?
Se la Vostra risposta fosse affermativa, quali condizioni ritenete importanti da salvaguardare come consulenti ma anche come imprenditori?
Buon lavoro,

NETWORK 264
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